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Scatti di scena

La nuova serie

Giovedì alle 21.20

Ogni volta che mi affaccio nello scenario dei nuovi romanzi di Andrea Camilleri, mi perdo, dimentico il mio lavoro di regista mi diverto a seguire le nuove storie, mi appassiono ai personaggi, il mondo delle parole diventa realtà, come quando al cinema se il film è buono lascio il mio mestiere da parte, sono uno spettatore, un uomo che sogna davanti al lenzuolo bianco dello schermo.

Questa volta, per la prima volta il pubblico vedrà i sogni del commissario Salvo Montalbano. In due dei quattro film "Il campo del vasaio" e "L'età del dubbio", l'incipit è rappresentato dal mondo onirico del protagonista. Atre volte Camilleri ci aveva raccontato gli incubi di Montalbano ma non c'era mai stata la possibilità o l'opportunità di metterli in scena. Per un regista, avventurarsi nel mondo dei sogni significa raccontare qualcos'altro: le angosce, paure, desideri o premonizioni, che comunicano emozioni sottili e colorano la realtà con le ombre della psiche. Ho scelto la strada di raccontare i sogni come fossero episodi veri, senza trascolorare la fotografia o indicare un mondo parallelo: così sogna Montalbano.

Anche nelle vicende di questi quattro film, in queste nuove storie, ci sono passi che sembrano sognati: i passi di Catarella nel fango del critaru, gli strani amori di un capo mafia, il paesaggio allucinato dove vivono Gregorio e Caterina Palmisano. In tutte queste storie il nostro commissario si muove come al solito da solo e cade nella trappola di una storia d'amore incompiuta e purissima, una storia d'amore che non aveva mai conosciuto prima. È l'età del dubbio quella che attraversa Montalbano in questi nuovi film, un'età che aggiunge una nota diversa e ci racconta di un amore che non è stato.

Restituire sullo schermo l'emozione che ho provato leggendo è il mio lavoro e un'altra volta dopo tanto tempo dalla prima, ho avuto la fortuna di continuare questo lavoro.
Alberto Sironi

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